La politica dell’opportunismo: il Veneto non merita queste sceneggiate
Una legge su misura per pochi fedelissimi, mentre i problemi veri del Veneto restano irrisolti.
In questi giorni assistiamo all’ennesima farsa consumata nei palazzi del potere regionale. Dopo anni di proclami sull’etica, sui limiti ai mandati e sul ricambio della classe dirigente, ecco che spunta dal cilindro una legge “salva-veterani”, studiata per garantire il terzo mandato agli assessori uscenti della giunta Zaia.
Una legge confezionata non per i Veneti, non per affrontare i problemi reali della nostra terra, ma per risolvere la carriera politica di uno o due fedelissimi di partito. Una norma fatta su misura, che smentisce clamorosamente lo stesso Presidente Zaia: era stato proprio lui a volere il limite dei due mandati, con piglio quasi moralizzatore (“Muoia Sansone con tutti i Filistei”). Ora, invece, si finge smemorato e si piega all’opportunismo.
La domanda è inevitabile: chi trae vantaggio da questa operazione? Sicuramente non i cittadini veneti.
Di certo nemmeno i consiglieri regionali, che vedono ridursi le loro speranze di accedere ad un incarico assessorile nella prossima legislatura. I numeri parlano chiaro: alla Lega, nella prossima giunta, spetteranno al massimo due assessorati. Oggi, invece, i leghisti al governo della Regione sono sette.
Tradotto: si costruisce una legge per salvaguardare le poltrone di una ristretta cerchia di uscenti, sacrificando non solo le ambizioni di tanti altri consiglieri, ma soprattutto le vere priorità del Veneto.
Mentre la nostra Regione soffre su sanità, autonomie, infrastrutture, ambiente e turismo di qualità, i palazzi discutono di come blindare i posti di pochi fedelissimi. Mentre le imprese combattono contro burocrazia e concorrenza sleale, a Venezia si pensa a prorogare i privilegi di chi governa.
Questo è il volto della politica che noi di Resistere Veneto denunciamo: una politica di palazzo, autoreferenziale, lontana anni luce dai bisogni della gente. Una politica che non guarda al futuro dei Veneti, ma solo al futuro di chi non vuole lasciare la poltrona.
Se davvero vogliamo costruire un Veneto libero, forte e autonomo, dobbiamo pretendere istituzioni che legiferino per i cittadini e non per pochi “veterani” in cerca di deroga.
Il cambiamento non si misura dal numero di mandati, ma dal coraggio di dare priorità a chi lavora, a chi produce, a chi vive ogni giorno questa terra.
Resistere Veneto continuerà a denunciare questi giochi di potere e a battersi per riportare la politica dalla parte dei Veneti, non delle poltrone.
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