Venezia non è un trofeo politico: basta sindaci “forestieri”

Roberto Agirmo • 28 novembre 2025

La città lagunare merita un governo scelto dai veneziani, non imposto dalle segreterie dei partiti. La vera battaglia si chiama Specificità Insulare e riguarda la dignità, i diritti e il futuro di Venezia.

caricatura di luca zaia doge di venezia

Non è più tempo di campagna elettorale, adesso è l’ora delle “battaglie” quindi un Sindaco “foresto” n’altra volta par Venexia:- “ANCA NO! Graxie!”

A Venezia la storia sembra non insegnare mai nulla.


Dopo due mandati di Luigi Brugnaro — con tutto il carico di casini, scandali, processi in corso e una residenza che veneziana non è mai stata davvero — oggi ci propongono un nuovo Doge “importato”:
Luca Zaia, un trevigiano pronto a calare sulla città come fosse un trono vacante.


Non è questo il punto: sarà la giustizia a dire chi è colpevole o innocente.
Il punto è
politico e riguarda la dignità di Venezia.


È mai possibile che la città più unica del mondo non riesca a esprimere un candidato sindaco veneziano?

Che debba subire, ancora una volta, decisioni prese nelle segreterie di partito, lontane anni luce dalle calli, dalle isole, dai problemi veri della gente?


Venezia non può diventare il “premio di consolazione” di chi esce da un altro mandato.
Non può essere il paracadute per equilibri interni di partito.
E soprattutto
non può essere governata da chi non vive e non comprende fino in fondo la sua identità fragile e complessa.


QUI PARLIAMO DI UN’ALTRA COSA, MOLTO PIÙ GRANDE.

La città lagunare non è una città qualunque: è un’isola, un sistema umano e ambientale irripetibile.
E proprio per questo rivendichiamo — e rivendicheremo anche in Regione — l’applicazione piena delle:


SPECIFICITÀ INSULARE – art. 119 della Costituzione

Un diritto costituzionale, non un favore politico.
E significa, in modo chiaro e imperativo:

  1. SALUTE
    Un modello sanitario diverso per chi vive nelle isole, con tempi, mezzi e servizi adeguati.
    Non si può curare un veneziano come si cura un cittadino di terraferma: i tempi di soccorso, il trasporto, la fragilità idrogeologica sono completamente diversi.
  2. SICUREZZA
    Maggiore presenza, mezzi specifici per un contesto insulare, protocolli ad hoc.
    Una città aperta al mondo non può essere lasciata a un sistema pensato per tutt’altro.
  3. TRASPORTI
    Una mobilità pensata per chi vive qui, non solo per chi ci viene in gita.
    Linee adeguate, continuità territoriale, tariffe sostenibili: Venezia non può essere trattata come una periferia esotica.
  4. RESIDENZIALITÀ
    Case, servizi, condizioni di vita che permettano ai veneziani di restare a Venezia.
    Senza residenti, Venezia muore. Punto.


PER QUESTO CI BATTEREMO.

Perché Venezia deve tornare ai veneziani.
Perché un Doge si sceglie in città, non a Treviso o in qualche ufficio romano.
E perché la Specificità Insulare non è un concetto astratto:
è l’unico modo per salvare davvero Venezia e garantire un futuro alla sua gente.

Noi non abbasseremo la testa.
Non accetteremo imposizioni.
E
daremo battaglia in Comune e in Regione, perché Venezia torni ad essere governata da chi la vive, la capisce e la ama davvero.


Corriere della Sera: Zaia candidato sindaco a Venezia, i colonnelli di Fratelli d'Italia adesso aprono: «Consenso indiscutibile» Leggi l'articolo

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