Autonomia tradita: la giunta pensa ai partiti, noi pensiamo solo ai veneti

Roberto Agirmo • 29 agosto 2025

Zaia ha completamente fallito il suo obiettivo. Oppure, paradossalmente, lo ha centrato: portare il Veneto in una palude, senza prospettive e senza autonomia.

caricatura di Luca Zaia con naso da pagliaccio, triste, che si piega al volere del governo

Da anni la politica regionale ci promette un futuro di autonomia, di poteri concreti per gestire la nostra terra e trattenere le nostre risorse. Ma la verità è sotto gli occhi di tutti: non è arrivato nulla.

Nessuna nuova competenza, nessuna vera leva per cambiare il destino del Veneto. Solo fumo, annunci, conferenze stampa e slogan ripetuti come un disco rotto.


Nel frattempo i problemi reali restano: la sanità in sofferenza, con cittadini costretti ad aspettare mesi per una visita; i giovani che emigrano perché la Regione non offre opportunità; le comunità montane e le aree periferiche dimenticate, private di servizi e di investimenti. Questa è la fotografia di un Veneto immobilizzato da una giunta che ha scelto di occuparsi più di equilibri interni, liste personali e giochi di segreteria che del futuro del proprio popolo.


Una giunta senza visione

La realtà è che l’attuale giunta non rappresenta più i veneti. Non ha il coraggio di sfidare lo Stato centrale per ottenere ciò che ci spetta, non ha la forza di pretendere il rispetto di un referendum che, nel 2017, ha visto milioni di cittadini votare in modo chiaro e inequivocabile per l’autonomia.


Anziché trasformare quella volontà popolare in atti concreti, si è scelto di nascondersi dietro tavoli infiniti, rinvii, compromessi e accordi mai realizzati. Si è preferito assecondare i diktat di Roma e salvaguardare le carriere personali, piuttosto che difendere la dignità del Veneto.


E qui sta la verità: Zaia ha completamente fallito il suo obiettivo. Oppure, paradossalmente, lo ha centrato: portare il Veneto in una palude, senza prospettive e senza autonomia.


Quando la politica si piega a queste logiche, perde il suo mandato originario: rappresentare il popolo.
E in Veneto, oggi,
il popolo non è rappresentato.


Noi non rispondiamo alle segreterie, ma al popolo veneto

È qui che entra in gioco Resistere Veneto. Noi non abbiamo segreterie di partito alle spalle, non abbiamo padroni a cui rendere conto, non abbiamo ordini che arrivano da Roma o da Milano.


Il nostro unico riferimento è il popolo veneto.
Solo i cittadini possono dirci cosa fare, e solo a loro noi risponderemo. Non c’è un partito che detta la linea: la linea ce la detta la vita quotidiana dei veneti, con i loro problemi, le loro aspirazioni, la loro voglia di riscatto.

Il nostro impegno è chiaro: guardare esclusivamente al benessere dei cittadini, senza compromessi al ribasso, senza interessi personali da difendere.


L’autonomia non si chiede, si conquista

Dopo anni di prese in giro, di promesse mancate e di illusioni, abbiamo capito una cosa fondamentale: l’autonomia non si chiede, si conquista.

La giunta ha fallito perché ha creduto che bastasse bussare alle porte dei ministeri e aspettare che qualcuno concedesse qualcosa. Ma nessuno regalerà mai nulla al Veneto.


La storia insegna che i diritti si conquistano con determinazione, con fermezza, con la volontà incrollabile di un popolo che non accetta di essere trattato come una colonia fiscale.

Noi crediamo che sia arrivato il momento di smettere di subire e di iniziare a costruire.


Un popolo sovrano ha la forza di portare a casa ciò che gli compete: il diritto a gestire le proprie risorse, a decidere sul proprio futuro, a esercitare appieno quella
autonomia che la Costituzione stessa consente.


La presa in giro della politica

Oggi, invece, assistiamo allo spettacolo indecoroso di una classe politica che gioca a carte coperte, che pensa a spartirsi le candidature e le liste, che discute di strategie elettorali mentre i cittadini faticano a trovare un medico di base o a pagare le bollette.


È una presa in giro palese, un insulto all’intelligenza dei veneti.


E la cosa più grave è che questa giunta continua a presentarsi come paladina dell’autonomia, mentre di fatto ne ha
svuotato il significato. Parlano di autonomia, ma non muovono un dito per realizzarla. Parlano di efficienza, ma producono immobilismo. Parlano di futuro, ma restano ancorati alla gestione del potere per il potere.


La nostra strada: Resistere per costruire

Resistere Veneto nasce proprio da questa urgenza: ridare voce al popolo veneto. Non ci interessano le poltrone, non ci interessano i giochi di corrente, non ci interessano le carezze di Roma. Ci interessa solo una cosa: che il Veneto torni protagonista del proprio destino.


Per questo la nostra battaglia per l’autonomia non si fermerà davanti ai muri di gomma dello Stato e dell’attuale giunta.
Non ci accontenteremo delle briciole: rivogliamo tutto ciò che ci spetta.
Non accetteremo compromessi al ribasso: vogliamo che il Veneto diventi realmente
autonomo e sovrano nelle sue scelte.

Conclusione: un popolo che resiste vince

La politica ha scelto di far finta di nulla. Noi scegliamo di resistere.
La giunta ha scelto di difendere se stessa. Noi scegliamo di difendere i veneti.
Chi oggi ci governa ha deciso di piegarsi alle segreterie dei partiti. Noi rispondiamo solo alla volontà del popolo.

Perché un popolo sovrano, quando si rialza in piedi, non lo ferma nessuno.


E l’autonomia, quella vera, non sarà più una promessa da campagna elettorale, ma una conquista storica.

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